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Amore e Fede nella Chiesa e nel Mondo

Benvenuti su Aquila e Priscilla, un punto di incontro per approfondire la Fede attraverso riflessioni e commenti alle Scritture

Santi
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Sesta Domenica di Pasqua

Il tempo di Pasqua ha ricaricato le cartine geografiche sul navigatore del nostro cuore così spesso smarrito, continuamente bisognoso di ritrovare il senso e la direzione del viaggio. Per essere felici non bastano regole, bisogna percorrere la via di Cristo, assumendo il suo vangelo come il varco che introduce nella libertà dei figli. In questa domenica le parole del Signore Gesù indicano l’amore come unica condizione per ogni autentica rinascita, preparandoci a desiderare e ad attendere il dono dello Spirito, quel vento discreto e potente capace di riaprire ogni strada e di rilanciare ogni cammino:
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti» (Gv 14,15).
Quando ascoltiamo una frase ipotetica, siamo frequentemente tentati di sospendere subito l’attenzione e la disponibilità dell’ascolto, perché possiamo trovarci facilmente di fronte a una pretesa o a un ricatto. Parlando in questi termini, il Signore Gesù non intende affatto aumentare l’elenco dei doveri, ma vuole esprimere un’ipotetica dell’eventualità: ogni obbedienza è autentica e possibile se sgorga da una relazione di amore e di gratitudine. È un tema che sta molto a cuore anche al vescovo di Roma, nell’esercizio del suo magistero ordinario: «La vita cristiana è anzitutto la risposta grata a un Padre generoso. I cristiani che seguono solo dei “doveri” denunciano di non avere una esperienza personale di quel Dio che è “nostro” […] La formazione cristiana non è basata sulla forza di volontà, ma sull’accoglienza della salvezza, sul lasciarsi amare» (Papa Francesco, udienza generale, mercoledì 27 giugno 2018).

Commento al Vangelo della 6° Domenica di Pasqua - anno A - di Fr Roberto Pasolini

L’evento della Risurrezione ha lasciato prima sbigottite e spaventate, ma poi gioiose le donne che hanno trovato vuoto il sepolcro, e increduli gli apostoli nell’incontro con il Risorto; il segno della risurrezione ha dato la forza ai primi cristiani di accettare persino il martirio per Cristo, divenuto la loro vita; evangelizzare Gesù risorto, da sempre, è stata la missione della Chiesa e da sempre ha dato entusiasmo e costanza ai molti missionari del Vangelo, pur in mezzo a tante difficoltà e ostilità mondane. Dopo di Lui, il primo dei risorti, (1Cor.15,20) anche noi, seguendo il pastore bello delle pecore, (Gv.10,1-21) saremo chiamati a condividere la sua stessa gloria; anche noi risorgeremo per stare per sempre davanti al trono di Dio e all’Agnello, dopo aver attraversato la grande tribolazione del peccato e della morte. (Ap.7,9-14). La Pasqua è anche la risposta al pieno bisogno di vita che la persona si porta e si porterà con sé e che, in questo mondo, pur nella bellezza e nella positività delle relazioni umane, non sarà mai pienamente soddisfatto. Ognuna/o cerca sempre “l’oltre”, il “di più”, la novità, il non visto, il non scontato, il non ripetitivo, ciò che può essere migliore, ciò che può essere eterno...

Commento al Vangelo della Pasqua di Nostro Signore Gesù Cristo di Don Robertro Zambolin

Sul sito www.aquilaepriscilla.it, nella sezione "Fiumi d'acqua viva" puoi trovare riflessioni spirituali e commenti approfonditi alle letture della Domenica, per aiutarti nel cammino di fede e nella comprensione della Parola di Dio

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«Se rimanete nella mia parola,<br />siete davvero miei discepoli;<br />conoscerete la verità<br />e la verità vi farà liberi»<br />(Vangelo di Giovanni 8,31-32)

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