Amore e Fede nella Chiesa e nel Mondo
Benvenuti su Aquila e Priscilla, un punto di incontro per approfondire la Fede attraverso riflessioni e commenti alle Scritture
Santi
Aquila e Priscilla
Seconda Domenica di Pasqua
Nel vangelo di Oggi, vi è una espressione di Gesù tra le più significative che rappresentano l’atto fondativo della Chiesa: "Come il Padre ha mandato me, così anch'io mando voi" (Gv.20,21) Come pure l’altro testo simile e, forse più completo: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate, dunque, e fate mie discepoli tutti i popoli, e battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo,insegnando loro ad osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”(Mt. 28,18-20) Queste sono le scelte più coraggiose della storia, che solo Dio poteva pensare e volere. La Chiesa non è nata dalla pretesa di voler rappresentare Dio, ma dal coraggio di Dio che non ha paura della nostra debolezza e del nostro peccato. Queste parole di Gesù accompagnano tutta la storia della Chiesa e sono il sostegno della sua missione, la giustificazione del suo servizio. Siamo la Chiesa di Pietro e di Giuda e nello stesso tempo di Maria e di Giovanni: siamo la Chiesa nella quale crescono insieme il grano e la zizzania; eppure a questa Chiesa, Gesù ha dato e consegnato il lievito della Risurrezione, il Vangelo della pace, il potere di salvare e di redimere. In questa Chiesa ha fissato il recapito per incontrarlo. Gesù ha ben valutato le nostre debolezze e calcolato il peso drammatico delle nostre miserie. Lo rivela il Vangelo di oggi. Infatti, il primo potere della Chiesa di Gesù, il primo compito ricevuto da Gesù risorto è proprio quello di perdonare. Gesù infatti dice:"Ricevete lo Spirito Santo. A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi li riterrete saranno ritenuti" (Gv.20,22-23).Con queste parole Gesù dimostra di sapere chi siamo noi e nello steso tempo definisce il compito della Chiesa. La Chiesa non ha e non deve avere la pretesa di essere impeccabile. Essa è consapevole dei suoi peccati, ma ha pure la certezza di poterli sempre vincere e perdonare nell'infinita misericordia di Dio. La Chiesa, allora, non è la comunità che non pecca, ma la comunità dove è perdonato il peccato...
Commento al Vangelo della 2° Domenica di Pasqua - anno A - di Don Robertro Zambolin
Commento al Vangelo della 2° Domenica di Pasqua - anno A - di Don Robertro Zambolin

L’evento della Risurrezione ha lasciato prima sbigottite e spaventate, ma poi gioiose le donne che hanno trovato vuoto il sepolcro, e increduli gli apostoli nell’incontro con il Risorto; il segno della risurrezione ha dato la forza ai primi cristiani di accettare persino il martirio per Cristo, divenuto la loro vita; evangelizzare Gesù risorto, da sempre, è stata la missione della Chiesa e da sempre ha dato entusiasmo e costanza ai molti missionari del Vangelo, pur in mezzo a tante difficoltà e ostilità mondane. Dopo di Lui, il primo dei risorti, (1Cor.15,20) anche noi, seguendo il pastore bello delle pecore, (Gv.10,1-21) saremo chiamati a condividere la sua stessa gloria; anche noi risorgeremo per stare per sempre davanti al trono di Dio e all’Agnello, dopo aver attraversato la grande tribolazione del peccato e della morte. (Ap.7,9-14). La Pasqua è anche la risposta al pieno bisogno di vita che la persona si porta e si porterà con sé e che, in questo mondo, pur nella bellezza e nella positività delle relazioni umane, non sarà mai pienamente soddisfatto. Ognuna/o cerca sempre “l’oltre”, il “di più”, la novità, il non visto, il non scontato, il non ripetitivo, ciò che può essere migliore, ciò che può essere eterno...
Commento al Vangelo della Pasqua di Nostro Signore Gesù Cristo di Don Robertro Zambolin
Commento al Vangelo della Pasqua di Nostro Signore Gesù Cristo di Don Robertro Zambolin

Chi siamo
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