Chiamati all'Amore - Aquila e Priscilla

La salute dà anni alla vita, ma solo l'amore dà vita agli anni
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Chiamati all'Amore

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DIRETTORIO DI PASTORALE FAMILIARE
per la Chiesa in Italia
Annunciare, celebrare, servire
il "Vangelo della famiglia"

CHIAMATI ALL'AMORE

La vita: vocazione all'amore

E' nell'ottica della vita come vocazione all'amore che acquista valore e significato la pastorale familiare ed è nell'educazione alla vita e all'amore che inizia ogni itinerario di pastorale familiare.
Come ci ricorda il Concilio, «la vera educazione deve promuovere la formazione della persona umana in vista del suo fine ultimo» : si tratta cioè di un cammino che mira a far crescere l'uomo e tutta la sua esistenza secondo la verità impressa nel suo stesso essere dall'atto creatore di Dio. Poiché l'uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio che è amore (1Gv 4,8), nell'umanità dell'uomo e della donna è iscritta «la capacità e la responsabilità dell'amore e della comunione. L'amore è, pertanto, la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano» . Ne deriva che l'essere umano ci appare come l'unica realtà creata che si realizza in pienezza nel dono sincero di sé  e che la sua vita ha senso solo nell'amore: «L'uomo non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l'amore, se non s'incontra con l'amore, se non lo sperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente» .

Il matrimonio e la verginità


Questa nativa e fondamentale vocazione all'amore, propria di ogni uomo e di ogni donna, può realizzarsi pienamente nel matrimonio e nella verginità: «sia l'uno che l'altra, nella forma loro propria, sono una concretizzazione della verità più profonda dell'uomo, del suo “essere a immagine di Dio”» ; essi sono «i due modi di esprimere e di vivere l'unico mistero dell'alleanza di Dio con il popolo» .
Il matrimonio e la verginità non sono in contrapposizione tra loro; sono piuttosto due doni diversi e complementari che convergono nell'esprimere l'identico mistero sponsale dell'unione feconda e salvifica di Cristo con la Chiesa.
Per parte sua la verginità, in quanto dice l'assoluto di Gesù Cristo e del suo Regno al quale ci si dona e ci si dedica in modo totale e con cuore indiviso, «tiene viva nella Chiesa la coscienza del mistero del matrimonio e lo difende da ogni riduzione e da ogni impoverimento» . L'esistenza stessa di persone vergini per il Regno dice e ricorda continuamente a chi è sposato nel Signore che il suo matrimonio continua a rimanere grande e si qualifica come evento di salvezza perché e se rimane relativo al Regno e alla sequela di Cristo. D'altra parte, anche chi vive nella verginità per il Regno riceve dal confronto con la vocazione matrimoniale e dalla testimonianza che da essa deriva un aiuto e uno stimolo a fare della propria vita verginale un autentico luogo di donazione, di amore e di fedeltà. Si deve, perciò, concludere che «la stima della verginità per il Regno e il senso cristiano del Matrimonio sono inseparabili e si favoriscono reciprocamente» .
Ne deriva che un'autentica pastorale familiare deve promuovere nella comunità cristiana una stima grande e continua per la verginità e deve aiutare i giovani, i fidanzati, gli sposi, le famiglie ad attingere dall'incontro con chi - sacerdote, religioso, consacrato secolare, missionario - dedica al Regno tutta la sua esistenza quel supplemento di linfa vitale che permette di vivere con gioia piena la loro vocazione matrimoniale.

La sessualità


La nativa e fondamentale vocazione dell'uomo all'amore coinvolge la persona nella sua interezza, secondo la sua realtà di spirito incarnato: ogni uomo e ogni donna è, quindi, chiamato a vivere l'amore come totalità unificata di spirito e di corpo, di cui la sessualità è parte integrante. Essa, che è una ricchezza di tutta la persona , «oltre a determinare l'identità personale di ciascuno, rivela come ogni donna e ogni uomo, nella loro diversità e complementarietà, siano fatti per la comunione e la donazione. La sessualità, infatti, dice come la persona umana sia intrinsecamente caratterizzata dall'apertura all'altro e solo nel rapporto e nella comunione con l'altro trovi la verità di se stessa. Così, la sessualità - che pure è minacciata dall'egoismo e può essere falsifi¬cata e ridotta attraverso il ripiegamento di ciascuno su di sé - richiede, per sua stessa natura, di essere orientata, elevata, integrata e vissuta nel dinamismo di donazione disinteressata, tipico dell'amore» .
In questa prospettiva, la risposta alla vocazione all'amore iscritta nel cuore di ogni uomo esige un costante impegno educativo. Tale impegno è finalizzato a promuovere la maturità globale della persona la quale, accettando il valore della sessualità e integrandolo nell'insieme di tutti i valori del suo essere, è condotta a sviluppare sempre più la sua potenzialità oblativa così da aprirsi all'amore per l'altro fino al dono totale di sé .

La castità


Nell'ambito di una paziente ed autentica formazione al senso della vita e dell'amore, una lucida coscienza della dimensione storica della vicenda umana, accompagnata dalla serena consapevolezza della bellezza e insieme della fragilità e ambivalenza della sessualità propria e altrui e unita alla chiara percezione dei diversi diffusi tentativi di impoverire e svilire la sessualità umana, mette in luce senza ombra di dubbio il bisogno di ricuperare e di riproporre il valore della castità.
La virtù della castità, che ultimamente affonda le sua radici in motivazioni di ordine propriamente teologico e cristologico , non comporta affatto né rifiuto né disistima della sessualità umana; significa piuttosto «energia spirituale, che sa difendere l'amore dai pericoli dell'egoismo e dell'aggressività e sa promuoverlo verso la sua piena realizzazione» . Come tale essa può e deve essere vista come la «virtù che promuove in pienezza la sessualità della persona e la difende da ogni impoverimento e falsificazione» .

Un'educazione vocazionale


Alla luce di quanto abbiamo detto, si deve affermare che per un'autentica pastorale familiare è necessario, innanzitutto, mettere in atto una complessiva, articolata e capillare azione educativa per far crescere ogni persona come tale e, cioè, nella libertà che si apre all'amore e alla donazione di sé. Si tratta, pertanto, di aiutare ciascuno a maturare in quella libertà radicale, che consiste nel decidere di se stesso secondo il progetto che Dio iscrive nell'essere dell'uomo: un progetto che ha come centro e contenuto fondamentale l'amore, sull'esempio e nella misura di Gesù Cristo, alla cui immagine siamo predestinati ad essere conformi (cf Rom 8,28-30). In questa prospettiva ogni azione educativa possiede una sua intrinseca dimensione vocazionale: è aiuto offerto ad ognuno perché possa riconoscere e seguire la sua vocazione fondamentale all'amore nel matrimonio o nella verginità, compimento della consacrazione battesimale, e vivere così la sua missione nella Chiesa e nel mondo.
Sono queste le prospettive secondo le quali deve realizzarsi la preparazione remota o generale al matrimonio e alla famiglia : essa «è frutto di un'educazione cristiana che si rivolge in modo costante a tutti i credenti, dalla infanzia alla adolescenza, all'età adulta», nella convinzione che l'educazione all'autentico amore «deve diventare il contenuto permanente e il significato ultimo dell'opera educativa» .

Un cammino di catechesi


In ogni progetto di catechesi ordinaria e sistematica, i valori e le esigenze della vita, dell'amore, della sessualità, della castità, del matrimonio e della famiglia, come anche della verginità, devono essere messi in luce adeguatamente , sia ogni volta che questi temi vengono incontrati nei Catechismi della Conferenza Episcopale Italiana, sia tramite l'eventuale programmazione di appositi incontri o cicli di catechesi su aspetti più specifici dell'uno o dell'altro di questi stessi temi soprattutto per alcune fasce di età e con attenzione alle diverse situazioni degli interlocutori.
In particolare, senza mai dimenticare che la catechesi non può essere ridotta alla sola trasmissione di una dottrina, ma deve essere attenta alla maturazione complessiva della persona, alla formazione di un'autentica mentalità di fede e a proporre e favorire una significativa esperienza di vita, occorre che:

- già durante la catechesi per i sacramenti dell'iniziazione cristiana, i bambini e i ragazzi siano aperti gradualmente al grande mistero dell'amore, sia loro proposto e spiegato il valore cristiano dell'amore e della famiglia e siano aiutati a viverlo nella loro esperienza quotidiana;

- la catechesi agli adolescenti abbia più che mai ad affrontare i problemi riguardanti il significato della vita e dell'amore e a risvegliare il senso vocazionale dell'esistenza cristiana , così che ciascuno sia illuminato e sostenuto nel vivere la propria esistenza battesimale, nel riconoscere la propria vocazione alla vita matrimoniale o alla verginità consacrata e nel rispondervi con generosa disponibilità;

- come parte integrante di un più complessivo e preciso progetto di pastorale giovanile, la catechesi ai giovani non tralasci di presentare «la dottrina della Chiesa sul matrimonio, illuminando con la parola di Dio la realtà umana dell'amore, il suo inserimento nella storia della salvezza, l'elevazione del matrimonio alla dignità di sacramento e il suo servizio alla Chiesa e alla società» . Tale catechesi sappia introdurre, interpretare e sostenere adeguatamente il cammino di crescita dei giovani nell'amore oblativo: per quanti fossero chiamati al matrimonio, la catechesi si premurerà di accompagnare e illuminare l'esperienza del fidanzamento; per gli altri, aiuterà a discernere e a seguire la vocazione alla verginità consacrata;

- anche la catechesi degli adulti sappia riprendere e riproporre gli aspetti fondamentali del disegno di Dio e della dottrina della Chiesa sul matrimonio e sulla famiglia; non si stanchi mai di aiutare a ritrovare il senso più profondo della vocazione che si sta vivendo; continui a illustrare l'autentico significato dell'amore, le sue caratteristiche e le sue conseguenze.

L'educazione sessuale


Saldamente innestata in questa globale educazione all'amore come dono di sé e quale sua specifica e intrascendibile esigenza e specificazione, soprattutto per gli adolescenti e per i giovani, è necessario e urgente mettere in atto una positiva e prudente educazione sessuale. Tale esigenza s'impone oggi in modo sempre più evidente e indilazionabile, di fronte ai tanti modi riduttivi di intendere la sessualità, per riaffermare e vivere il suo nativo orientamento all'amore e al dono interpersonale.
Ribadiamo, perciò, quanto abbiamo già scritto in altra occasione: «non è ammissibile esimersi da una proposta organica, sistematica e capillare di educazione alla sessualità e all'amore, all'interno delle comunità cristiane, delle associazioni, dei gruppi, dei movimenti, degli oratori e dei vari ambiti educativi ecclesiali, a cominciare dalle scuole cattoliche. Come pure non si può rinunciare a un'opera di vigilanza e di intelligente promozione perché l'educazione sessuale nelle scuole sia impostata e svolta in modo serio e corretto» .
Ancora più puntualmente, nella scia di altri autorevoli documenti ai quali rimandiamo , sottolineiamo che:

- tale educazione spetta innanzitutto alla famiglia, è diritto e dovere fondamentale dei genitori e deve sempre attuarsi sotto la loro guida sollecita. I genitori e le famiglie, per altro, dovranno essere aiutati ad assumere e a svolgere questa loro nativa responsabilità anche attraverso opportune iniziative di formazione permanente, che la comunità cristiana dovrà prendersi cura di promuovere e di attivare;

- la comunità cristiana può e deve offrire il suo contributo riproponendo integralmente e aiutando a vivere responsabilmente il significato e il valore umano e cristiano della sessualità attraverso un'esplicita e articolata catechesi, l'accompagnamento e la guida spirituale delle singole persone, la testimonianza libera e gioiosa in particolare degli adulti, l'offerta di autentici ambienti e strumenti educativi, la collaborazione con le altre realtà educative a iniziare dalla famiglia, suscitando e sostenendo vocazioni all'impegno educativo al suo interno e nella società civile;

- la scuola assolve il suo ruolo, nel rispetto della legge della sussidiarietà, quando assiste e completa l'opera dei genitori. Pertanto, «nel definire contenuti, metodi e tempi del suo intervento, deve coinvolgere direttamente le singole famiglie, rispettarne gli orientamenti etici, pedagogici e religiosi e la piena libertà degli alunni di partecipare o no alle specifiche iniziative “extracurricolari” da essa promosse» ;

- particolari responsabilità spettano alla scuola cattolica. Essa è chiamata ad affrontare con vivo senso di responsabilità e con la valorizzazione di tutte le sue competenze i problemi che sempre più precocemente si pongono gli adolescenti, perché questi siano aiutati a risolverli alla luce della fede e dell'etica cristiana;

- i consultori familiari di ispirazione cristiana, con tutti quelli sorti e operanti per l'iniziativa di cristiani, hanno titolo e competenza per offrire ai genitori, ai diversi educatori, ai giovani stessi qualificati contributi di educazione al senso della corporeità e ai valori della sessualità. Chiediamo, perciò, che i consultori mettano in atto tutto quanto è necessario perché questo loro servizio sia seriamente assicurato, che il loro apporto venga richiesto e apprezzato nei vari ambienti educativi delle nostre comunità cristiane e che i genitori cristiani e gli stessi giovani studenti suggeriscano e chiedano eventuali loro interventi nelle scuole.

La coeducazione


Nell'ambito dell'educazione sessuale, in luoghi formativi preferibilmente distinti tra ragazzi e ragazze, anche alcune esperienze di coeducazione, se condotte con oculata saggezza e sotto la guida di educatori maturi ed equilibrati, possono arricchire il rapporto tra ragazzi e ragazze, favorire una serena e limpida integrazione tra mascolinità e femminilità, stimolare ad un impegno continuamente vissuto nell'apertura e nella donazione all'altro, offrire un valido contributo per la stessa educazione alla virtù della castità.
E' però necessario evitare di confondere “coeducazione” con semplice “promiscuità”. Occorre che l'incontro tra ragazzi e ragazze, soprattutto nell'età dell'adolescenza, sia proposto e vissuto con serietà, contraddistinto da un forte impegno di maturazione e di servizio da parte di tutti, costantemente orientato all'accoglienza e alla condivisione dei valori etici e degli ideali evangelici.
In ogni caso, non vanno esclusi, anzi devono essere positivamente previsti, sia momenti formativi distinti per ragazzi e ragazze, sia interventi educativi individuali .

L'educazione alla castità


Per i motivi sopra accennati, è assolutamente indispensabile che l'educazione sessuale sia accompagnata e animata dall'educazione alla castità.
Si tratta di un'urgenza non sempre avvertita da tutti, specialmente se si crede, come emerge dalla morale corrente, che nell'ambito della sessualità possa bastare solo un certo controllo sui propri sensi e sulle proprie pulsioni istintive. E' invece da riaffermarsi come «profondamente errato l'atteggiamento di chi crede che in questo campo siano possibili una maturazione spontanea e un superamento automatico delle difficoltà, degli errori, delle tendenze egoistiche e deresponsabilizzanti» .
Soprattutto, «senza remore inammissibili, è necessario che, sia nella direzione spirituale come nella predicazione e nella catechesi, la virtù della castità venga proposta con chiarezza e serenità; che si creino ambienti educativi ricchi di proposte e di contenuti umanamente significativi; che si pongano le condizioni sociali, affettive e spirituali perché la proposta della castità possa essere accettata e che, infine, si offra una gioiosa testimonianza di castità da parte delle persone consacrate, dei genitori, degli educatori anche se giovani» . Né si deve tralasciare di ricorrere alla preghiera, nella consapevolezza che la virtù della castità, prima che impegno personale, è dono di Dio da invocare con umiltà e fiducia.
Certamente la castità assume significato e sfumature differenti nelle diverse situazioni di vita. Come tale, l'educazione alla castità accompagna la vita di ogni persona umana in tutto il suo arco di esistenza.
E' soprattutto nel tempo dell'adolescenza e della giovinezza che questa educazione riveste tutto il suo valore ed è chiamata a svilupparsi secondo ritmi e modalità specifici, così che ciascuno sia aiutato a crescere nella padronanza di sé in ordine al dono di sé . Tra l'altro, è bene osservare da subito che, nell'età giovanile, essa comporta anche che, in un contesto più generale di educazione al valore della vita umana, si abbiano a suscitare convinzioni e ad offrire sostegni per un corretto ricorso ai metodi naturali di regolazione della fertilità. A tale proposito, un'oculata pastorale familiare esige che «questa vasta e articolata opera educativa non sia rimandata solo a qualche accenno durante i corsi di preparazione al matrimonio, ma venga anticipata e sviluppata già prima del fidanzamento, nell'età giovanile, con criteri e modalità opportune, sia per le giovani che per i giovani» .
Anche per gli sposi l'educazione alla castità è particolarmente importante per vivere in verità e pienezza una comunione totale d'amore e per disporsi così a vivere un'autentica procreazione responsabile.
Senza dimenticare le responsabilità che anche nell'ambito dell'educazione alla castità sono proprie dei sacerdoti, dei loro collaboratori, dei catechisti, degli educatori e, innanzitutto, dei genitori, vogliamo mettere l'accento sul ruolo degli artisti, degli scrittori e di tutti coloro che dispongono dei mezzi di comunicazione sociale.
Ciascuno di essi, soprattutto se cristiano, cosciente dell'enorme influsso che può esercitare con la sua azione, dovrà rispettare il primato dell'ordine morale oggettivo, senza preferirgli un preteso fine estetico, un vantaggio materiale o il successo, e si sentirà impegnato a dare prova di tratto, discrezione, moderazione e giusto senso dei valori . Nello stesso tempo, «tutto ciò che nei moderni mezzi di comunicazione sociale porta alle eccitazioni dei sensi, alla sfrenatezza dei costumi, come pure ogni forma di pornografia o di spettacoli licenziosi, deve suscitare la franca ed unanime reazione di tutte le persone sollecite del progresso della civiltà e della difesa dei beni supremi dello spirito umano» , una reazione che saprà manifestarsi anche in diverse forme di protesta civile organizzata.
Un'adeguata opera educativa, però, non potrà limitarsi alla pur necessaria sottolineatura di questi principi, ma dovrà impegnarsi per far crescere nella coscienza di tutti, e in particolare dei più giovani, la convinzione che l'uso di questi mezzi richiede prudenza, moderazione e disciplina e che è necessario allenarsi a comprendere a fondo le cose viste, udite o lette, anche mediante un confronto sereno con i propri educatori e con persone competenti, al fine di formulare un giudizio retto su di esse.
Per parte loro, le editrici cattoliche, le riviste di ispirazione cristiana e i credenti che operano nei mass media sono invitati ad apprestare strumenti di lavoro e sussidi in grado di aiutare singoli, famiglie, gruppi e comunità in questi campi così delicati e decisivi.

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