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Gesù consola i discepoli nella notte della tempesta e della paura


Dal Vangelo secondo Luca (Lc 8,22-25)

E avvenne che, uno di quei giorni, Gesù salì su una barca con i suoi discepoli e disse loro: «Passiamo all'altra riva del lago». E presero il largo.  Ora, mentre navigavano, egli si addormentò. Una tempesta di vento si abbatté sul lago, imbarcavano acqua ed erano in pericolo.  Si ccostarono a lui e lo svegliarono dicendo: «Maestro, maestro, siamo perduti!». Ed egli, destatosi, minacciò il vento e le acque in tempesta: si calmarono e ci fu bonaccia.  Allora disse loro: «Dov'è la vostra fede?». Essi, impauriti e stupiti, dicevano l'un l'altro: «Chi è dunque costui, che comanda anche ai venti e all'acqua, e gli obbediscono?».


È la consolazione di cui tutti e sempre abbiamo bisogno, per la vita, per la tempesta e per la notte. La nostra vita. infatti, è sempre un passaggio all'altra riva, fatto spesso nella paura, nella notte e nella tempesta. Non temete: sono io! Non temete: ci sono io. Non temete sono ancora io, e soprattutto sono per voi. La consolazione della fede, alla quale Egli ci invita, ci sostenga nel prenderlo sulla nostra barca e nel prendere il largo.


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