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San Matteo e l'angelo. Tela del Caravaggio (Michelangelo Merisi, 1571-
Il Cristo Pantocratore. Dettaglio del mosaico absidale del Duomo di Cefalù.(1131-
Cristo benedicente. Miniatura armena del XIII sec



Nella storia della cristianità è stato senz'altro il vangelo più popolare, più letto e commentato e, anche se ora quello di Marco è considerato il primo in ordine cronologico, l'opera di Matteo rimane una presenza capitale all'interno della Chiesa, che la propone spesso nella liturgia e nella catechesi. Anche se originariamente i vangeli sono apparsi come scritti anonimi (nessun nome era degno di stare accanto a quello dell'unico protagonista, Gesù Cristo), ben presto il nome dell'apostolo Matteo (o Levi, che forse era un altro suo nome) fu attribuito a questo vangelo piuttosto ampio, composto nell'originale greco di 18.728 parole.
Con Marco e Luca è stato considerato uno dei "vangeli sinottici", un termine col quale si vuole suggerire -
Si spiega, così, la ricchezza delle citazioni, delle allusioni e dei rimandi all'Antico Testamento nel vangelo di Matteo. In questa linea si può interpretare il rilievo dato ai primi cinque libri biblici -
Il regno di Dio è il tema centrale della predicazione e dell'azione di Gesù. Nel secondo discorso, detto "missionario" (capitolo 10), il regno è annunziato, accolto e rifiutato. Nel terzo, il discorso in parabole (capitolo 13), il regno è descritto nella sua crescita lenta ma inarrestabile nella storia. Nel quarto discorso (capitolo 18) è la Chiesa -