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San Luca. Miniatura armena del sec. XIII
Gesù Buon Pastore. Particolare di una miniatura marginale di un codice armeno del XII-
Il volto di Gesù. Particolare del Cristo dai mosaici del XIV sec. che ornano il nartece esterno della chiesa di Kahrie a Istambul



E' il vangelo più lungo (19.404 parole) ed è anche quello composto nel greco migliore: la tradizione ne ha riconosciuto come autore Luca, il "caro medico", come lo chiama Paolo nella lettera ai Colossesi (4,14). Egli aveva concepito una duplice opera, il vangelo e gli Atti degli Apostoli, secondo un progetto unitario, dedicato a un personaggio di rilievo, Teofilo, a noi però non meglio noto. La figura di Gesù che emerge da questo vangelo è molto originale: Luca, infatti, afferma di aver condotto ricerche personali e molto accurate per conoscere la realtà delle opere e delle parole di Gesù di Nazaret, scoprendo così aspetti inediti.
Il racconto, dopo la narrazione dell'infanzia di Gesù (capitoli 1-
Gli ultimi capitoli (19,29-
Alcuni temi sono posti da Luca in particolare rilievo e rendono il suo scritto un'opera di catechesi molto viva e concreta, soprattutto per cristiani provenienti dal mondo pagano: c'è un'insistenza sulla preghiera che Gesù rivolge costantemente al Padre; c'è una ferma denuncia nei confronti della ricchezza che ottunde la coscienza; c'è la celebrazione del distacco generoso e della povertà e, infine, c'è un'atmosfera di gioia che sboccia dalla salvezza offerta da Cristo.