Menu principale:
Prima lettera di Giovanni
Priva di intestazione, questa lettera, attribuita all'evangelista Giovanni, è in realtà molto simile a un'omelia o a un trattato teologico, forse destinato a circolare tra le varie Chiese dell'Asia Minore legate alla tradizione giovannea. Buon conoscitore della lingua greca, l'autore rivela però una matrice giudaica e un orizzonte legato a temi giù presenti nel quarto vangelo, anche se impostati in modo nuovo e originale, e riproposti nel contesto delle prime eresie gnostiche.
Dopo la solenne professione di fede nell'incarnazione di Cristo presente nel prologo, questo scritto sviluppa nei capitoli 1-
Trasformato dalla forza dell'amore divino in figlio di Dio, il cristiano ha un unico impegno da praticare, quello dell'amore fraterno (4,20-
C'è, però, un altro appello che risuona in modo vigoroso in questa lettera, ed è quello alla fede nell'incarnazione di Cristo. Cominciavano, infatti, a serpeggiare alcune false dottrine che negavano "Gesù Cristo venuto nella carne" (4,2), considerando ciò un'umiliazione indegna del Verbo eterno, del Figlio di Dio. Questa profonda omelia o trattato si propone, dunque, di ribadire due punti capitali del cristianesimo, la purezza della fede e la pienezza dell'amore.