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Prima lettera ai Tessalonicesi
Questa lettera di Paolo è quasi certamente il primo scritto cristiano in ordine cronologico. Fu infatti composta attorno al 50-
In un secondo momento, che possiamo far correre da 4,1 fino a 5,1, l'apostolo affronta alcune questioni specifiche che devono essere risolte perché travagliano la Chiesa tessalonicese. C'è innanzitutto il problema dei morti e dei vivi di fronte all'evento della risurrezione: i primi verranno da Dio riportati a nuova vita, i secondi saranno "rapiti sulle nubi, per andare incontro al Signore nell'aria" per essere sempre con lui (4,17). Si tratta, quindi, di una rappresentazione con elementi simbolici, destinata a illustrare la piena comunione finale del credente con Cristo.
Un altro tema che angoscia i cristiani di Tessalonica è quello della scadenza della parousìa: con questo termine greco si vuole indicare la venuta definitiva di Cristo a suggello della storia umana. Alcuni pensavano che essa fosse imminente e si abbandonavano ad una vita disimpegnata nei confronti del presente. Paolo ribadisce l'indeterminatezza della data di quell'evento e invita alla vigilanza serena e operosa, nella dedizione quotidiana e nella santità della propria esistenza.
La lettera è conclusa da una terza parte (5,12-